Etna, sua Maestà re di Sicilia, adesso fa paura

Etna, sua Maestà re di Sicilia, adesso fa paura

Etna, Sua Maestà re di Sicilia, il vulcano più maestoso e alto d’Europa in questi giorni di fine dicembre erutta dai crateri di sud est.

Dopo la spettacolare esplosione avvenuta il giorno di Natale verso mezzogiorno che sembrava non aver causato nulla di preoccupante, tranne che per lo scalo di Fontarossa, (qualche disagio e ritardo nelle partenze a causa della cenere) proprio nelle prime ore del mattino di Santo Stefano, ecco che tra le tante scosse di terremoto dello sciame sismico (a cui i siciliani sono in qualche modo abituati) la scossa, quella terribile, quella che fa paura.

La scossa, quella che il mito ci ha sempre riferito essere le fiamme che il vulcano erutta, quelle che Tifone vomitò al momento della sconfitta con Zeus e i terremoti i vani tentativi di liberarsi dall’enorme peso del mostro metà uomo e metà belva (Ov. met. 5, 352-358) del monte Etna a cui dopo la lotta con il Padre degli Dei lo costrinse a stare.

Il sisma di magnitudo piuttosto pericolosa del 4.8 -4.9 della scala Richter ha causato diversi danni strutturali a monumenti e case non antisismiche nella zona di Acireale, Zafferana Etnea, Viagrande e frazioni.

Ferite 28 persone in maniera leggera, con ferite superficiali e abrasioni o piccole fratture.

Un terremoto che mette in evidenzia come Sua Maestà Etna talvolta, senza toglierne il fascino misterioso e naturalistico può essere pericoloso e davvero spaventoso.

Eugenio Privitera, direttore dell’Ingv di Catania: ha affermato che  “non si può escludere un’apertura di bocche a quote minori da dove si sono aperte adesso, in particolare modo nella zona di Piano del Vescovo a sud della Valle del Bove. Se ci riuscirà, non lo sappiamo”. e ancora  ” La forte sismicità – aggiunge – non ci lascia tranquilli. Vediamo come evolverà. La situazione ricorda quella dell’ottobre del 1984 che provocò un morto a Zafferana Etnea: è sempre la faglia di Fiandaca, che quando si muove fa danno. ”

Le eruzioni dell’Etna sono sempre stati spettacolari, essendo un vulcano “buono” nel senso che non ha caratteristiche esplosive improvvise, le sue eruzioni sono quasi sempre in epoca moderna, state attenzionate e monitorate in maniera certosina e severa. L’Ingv di Catania infatti ha installato numerose centraline di controllo dalla bocca centrale fino alle pendici per avere con gli aiuti anche di satelliti un quadro completo della situazione del vulcano 24h su 24h tutti i giorni, per l’intero anno.

L’Etna rappresenta uno dei luoghi simbolo più concreti della grandezza delle civiltà che ci hanno preceduto e, ancora oggi, fonte di ispirazione per poeti, scrittori e artisti.

LE OPERE ISPIRATE A SUA MAESTA’ ETNA:

Tante infatti sono le opere letterarie o anche musicali che hanno anche solo come sfondo l’Etna, il vulcano che per i siciliani è fonte di amore e odio.

L’Odissea è una delle prime opere che cita l’Etna, con l’Ulisse e la sua lotta con il gigante mostro Polifemo, Petrarca che nella canzone “Giovene donna sotto un verde lauro”, la XXX del Canzoniere la combinazione di fuoco e gelo, assurge al rango di tema letterario con la sua  “vedrem ghiacciare il foco, arder la neve”.

Ma la figura dell’Etna arriva anche oltralpe e Shakespeare nel suo Titus Andronicus paragona le fiamme del vulcano siciliano alle fiamme infernali, e poi Goethe innamorato della Sicilia che la viaggia in lungo e largo fino ai suoi piedi e poi,Verga e Pirandello.

Per poi passare fino ai nostri giorni che con le immagini di un Etna rude e possente faranno il giro del mondo grazie alla band inglese dei Coldplay  nel video del loro singolo “Violet Hill” utilizzeranno il vulcano siciliano come set naturale.

Etna tra mito e realtà, tra amore e odio, tra bellezza e terrore.

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