cxxcsd
Top
Image Alt

Cosa fare in Sicilia

  /  Cosa fare in Sicilia a Dicembre   /  I riti scaramantici a Capodanno in Sicilia

I riti scaramantici a Capodanno in Sicilia

I riti scaramantici a Capodanno. Li conoscete tutti?

Cosa fare in Sicilia vi svela quelli più noti e quelli della tradizione sicili

Non ci credo ma lo faccio, i riti scaramantici a Capodanno

Conoscete i riti scaramantici a Capodanno?

Ecco quelli più famosi e quelli meno noti.

Mutande Rosse

Mutande rosse da indossare a Capodanno, il cui significato è legato al colore da sempre considerato scaccia guai, ma anche per quel lato b, allegoria d’improvvisa e grande fortuna che tutti invochiamo quando si tratta di riti scaramantici.

Sembra dunque che le mutande rosse siano anche simbolo di lunga vita e gioie amorose.

Ci sono alcune regole fondamentali affinchè le mutande rosse funzionino eccole:

  1. devi fartele regalare e non acquistarle tu (o perdono un po’ di significato);
  2. vanno indossate al contrario, con le cuciture all’esterno, per poi quando lo si toglie, sfilarlo nel giusto senso. Il giorno dopo, il primo del nuovo anno, lo si dovrà indossare correttamente per l’intera giornata, dopodiché eliminarlo. Il significato sta nel fatto che l’intimo rappresenta il traghetto all’anno nuovo, e la direzione da percorrere dev’essere quella corretta.
  3. il giorno dopo devi buttarle via, o comunque non utilizzarle mai più;
  4. è un rito, una superstizione.

Lenticchie

Chi non conosce il rito di mangiare lenticchie a Capodanno?

Ma perchè proprio questo legume?

Alcune varietà di lenticchia ricordano per forma e colore le monete d’oro! Ecco da dove deriva l’usanza di mangiarne in abbondanza a Capodanno, in modo da garantirsi un anno pieno di soldi e fortuna.

Questi legumi sono antichissimi e vengono citati persino nell’Antico Testamento.

Legati ai soldi c’è anche il rito scaramantico di non avere a Capodanno mai le tasche vuote ma con qualche banconota, tempi duri per chi usa solo la carta di credito!!

Affacciarsi alla finestra il 1 gennaio

Affacciarsi la mattina del primo alla ricerca di auspici,era una usanza molto in voga in passato e a seconda di chi la vista incontrava e cioè di un uomo o di un gobbo, o di una donna annunciava un anno favorevole o meno.

I botti

Altro rito di fine anno, accendere fuochi girandole, mortaretti, alcuni pericolosissimi e illegali. L’origine di questa tradizione è cinese lo scoppio, il rumore allontanava gli spiriti cattivi.

Robe vecchie buttate

Specie nei quartieri più popolari, e non solo in Sicilia,era solito di buttare tutte le cose vecchie.

Un rito non solo di rinnovamento per dare modo di fare spazio al nuovo, ma anche per caricare di tutte le negatività oggetti e mobili fracassandoli e facendoli volare, fuori di casa come un rito liberatorio.

Talismani per i riti scaramantici

Il “Breve” ad esempio era un talismano buono per ogni occasione.

L’Accademia della Crusca lo definisce “piccola scrittura cucita in un sacchetto da portare al collo per devozione” di solito riportava numeri o simboli.

Gli aristocratici amavano portare al collo una scheggia di osso, o un dente, come nel caso di S. Bernardo da Corleone, cui fu asportato subito dopo la morte per donarlo a un nobile. Altri avevano resti dei ceri pasquali, foglie d’ulivo o piccole immagini.

Questi oggetti potevano essere leciti, tollerati dalla Chiesa, o illeciti, in questo caso spaziavano nel mondo della
magia sia bianca che nera.

Altri Talismani per i riti scaramantici

Un Talismano famoso era la Gorgone Medusa dal cui sangue sgorgato dopo il taglio della testa, da parte di Perseo, si dice si originò il corallo.

Un altro oggetto spesso realizzato in corallo, non solo rosso, era la Manufica, una manina che chiusa a pugno tiene il pollice tra indice e medio, anche questa aveva poteri apotropaici, proteggeva dalla mala sorte, oppure il l “curnicello”, che aveva la funzione antimalocchio.

Di corallo è anche il talismano che la Madonna dipinta dal figlio Antonello da Messina porta al collo:

un rametto di corallo.

Altro simbolo portafortuna, la Pigna, che favorisce fertilità e abbondanza, tipica della ceramica Siciliana.