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Franco e Ciccio

Modi di dire in Siciliano: quanti ne conoscete?

Quanti modi di dire conoscete? Oggi vogliamo mettervi alla prova nella vostra conoscenza delle tradizioni Siciliane. Vi proponiamo un corposo elenco di detti/dialetti. Mandateci i vostri che li inseriremo.

Ecco la lista ordinata:

A

Acqua davanti e ventu darreri. Mare davanti e vento in poppa (dietro). Buon viaggio: liberami dalla tua spiacevole, sgradita presenza!
Assittarsi supra la cartedda di la munnizza. Sedersi sopra il cesto della spazzatura. Insolentire, ringalluzzire, insuperbirsi.
Aviri lu cori como ‘na granfa di purpu. Avere il cuore come un tentacolo di polipo. Essere avarissimo.
Aviri cchiù facenni chi nun hannu li furni di Pasqua. Avere più faccende (impegni) di quante ne hanno i forni di (a) Pasqua.

B

Beatu ddu ‘nfamatu chi è nettu e ‘mmaculatu (Beato l’infame purché senza peccato)

C

Cui passa di li fossi e non è sagnatu, o Lummardu non c’è, o è malatu.
Chi passa da “Le Fosse” e non viene salassato (nel portafoglio), o Lombardo non c’è, o è malato.
Cunfittari strunza. Confettare uno stronzolo. Far cortesia a chi non la merita.
Cunta e ricunta lu diavulu sinni pigghia ‘na junta. Conta e riconta, il diavolo se ne prende in sovrappiù. Si motteggiano quelli che con ingordigia contano e ricontano sempre il denaro.

Cu zappa vivi acqua e cu futti vivi vinu (Chi zappa beve acqua e chi fotte beve vino, si usa per descrivere una discriminazione, cioè ad esempio quando qualcuno che lavora meno guadagna di più)

E

E s’un t’abbasta lu to’ sintimentu… va’ pri cunzigghiu ni Vinizianu.
E se non ti basta il tuo sentimento… vai a consigliarti[15] da Veneziano.
Esseri figghiu di la gaddina bianca. Essere figlio della gallina bianca.
Il beniamino, il prediletto.
Esseri lu giurnali di lu paisi. Essere il giornale del paese.
Saper tutto ciò che succede, essere intrigante.

F

Figghiu di la gaddina niura. Figlio della gallina nera. Dicesi di chi è poco curato, meno trattato degli altri.
Fari scialibbia. Mangiare e bere senza risparmio, banchettare con abbondanza, allegramente; far baldoria, scialare.

Fari comu u cani sutta a seggia (Fare come il cane sotto la sedia, per indicare qualcuno che non collabora)

Fimmini, fulmini, ricittaculu di li puci e nimici di la paci (Donne, fulmini, ricettacolo delle pulci e nemiche della pace, forse alludendo al carattere particolare delle donne)

H

Hai vistu lu voi? Né biancu né niviru. Hai visto il bue? Nè bianco né nero. Per accennare che non bisogna ridire ciò che si vede e si ode.

I

Isti, vinisti e chi zuorbi facisti? Sei andato sei tornato, e che cosa hai combinato?

L

La furtuna lu pigghia pri li capilli. La fortuna lo affera per i capelli.
La gamma fa zoccu voli lu dinocchiu. La gamba fa quello che fa il ginocchio.(La gamba fa ciò che vuole il ginocchio). Chi è meno è ubbidiente a chi è più.
Lu carvuni si nun tingi mascaria. Il carbone se non tinge macchia (copre con una maschera). La buona fama s’oscura anco per calunnie.
Lupu malatu agneddu salvatu. Lupo malato agnello salvato.

M

Mettirisi la strata ‘mmenzu li gammi. Mettersi la strada in mezzo alle gambe. Mettersi a camminar velocemente.

Merda ‘nfacci a cu lava linzola (Merda in faccia a chi lava le lenzuola, i meriti molto spesso non sono riconosciuti)

Mamma, Ciccu mi tocca! Tòccami Ciccu! Chi a mamma un c’è! (Detto di persona che compie qualcosa con complicità e poi denuncia il complice per giustificarsi, la donna non è così santa come sembra)

N

N’un miriri e sbiriri! In un attimo! In un baleno! Nun è santu chi sura.
Non è santo che suda. È avaro.

O

Ogni furmicula havi lo sò puncigghiuni. Ogni formica ha il suo pungiglione. Chi più chi meno ognuno s’adira.

P

Pigghiari ‘na cosa cu furia. Prendere una cosa con furia. Dedicarvisi tutto, con impeto e forza.
Piscari funnu. Pescare profondo, a fondo. Saper con fondamento
Primi furii di capitanu novu. Prime furie di capitano nuovo. Si dice della vigoria e volontà mostrata da principio da alcuno nelle faccende.

R

Raccumannari lu furmaggiu a li surci. Affidare il formaggio ai sorci.

S

Stari comu lu vermi ‘ntra lu furmaggiu. Stare come il verme nel formaggio. Vivere agiatamente, comodamente.
Stricari ad unu’na cosa ‘nta lu mussu. Mettersi o cacciarsi la via o la strada tra le gambe. Mettersi o cacciarsi la camminar velocemente.
Stuppa mi dasti e stuppa ti filavi, tu mi tincisti ed io t’anniricavi. Stoppa mi hai dato e stoppa ti ho filato, tu mi macchiasti ed io t’annerii. Si dice di due ugualmente furbi, o tristi di cui l’uno per ingannar l’altro resta ingannato.
Supra pàpuli, canfugghia (Di male in peggio, dalla padella alla brace)

T

Tuttu bonu e binidittu. Tutto buono e benedetto! (formula di augurio)

U

Unni cci chiovi cci sciddica. Dove gli piove gli scivola. Gli va sempre tutto bene.
Un mi tuccari chi mi lassu (Detto per qualcosa che è in bilico, ma anche più riferito a persona debole fisicamente o caratterialmente)

U porcu sempri jànnari si sonna (Il maiale sogna sempre ghiande. Per qualcuno che dice e fa sempre le stesse, inutili cose. Per chi non riesce ad uscire dalla propria routine quotidiana)

U curnutu o sò paisi, u fissa unni va va (Cornuto al suo paese, fesso dovunque va, per una persona che si fa sempre riconoscere)

Unn’è santu chi sura (Lett: non è santo che suda. Qualcuno che cerca sempre una nuova scusa per non farti un favore. Avaro)

V

Va sucati un prunu. Va’ a succhiarti una prugna. Va’ a quel paese…

Z

Zizzu zizzu. Vestito con molta ricercatezza. Elegantissimo.