Il presepe siciliano, un’arte antica e preziosa.

Il presepe siciliano, un’arte antica e preziosa.

Il presepe siciliano, un’arte antica e preziosa

Dicembre, mese in cui arriva spesso la prima neve, l’aria diventa briosa e carica di speranza per gli avvenimenti esaltanti e gioiosi che l’anno nuovo porta con sé, tutto sembra più lieve, più sonnacchioso, quasi più bello.

Si addobbano, finestre e davanzali, e molti preparano l’albero di Natale, il tradizionale abete rosso da tenere in casa o fuori in giardino.

I più tradizionalisti invece s’ingegnano nell’ideazione del Presepe, un’arte antica, piena di valori positivi, di simboli e di religiosità.

Storia del presepe di Sicilia

In Italia, l’arte del presepe è piuttosto antica, il primo, infatti, in assoluto di cui si ricordi risale al Medioevo, e secondo la tradizione cristiana, a preparare il primo presepe della storia, è stato il poverello d’Assisi, San Francesco.

In Sicilia, il presepe ha una sua storia particolare, quasi a sé. Pur risentendo delle influenze della scuola napoletana.

A causa del Regno delle due Sicilie, con i Borboni in particolare, l’arte presepiale siciliana, ha le sue specifiche peculiarità, soprattutto in ragione all’ambientazione che ricorda molto le zone tipiche della Sicilia, Etna, Iblei, e il mare.

Quattro le macro zone in cui l’arte del presepe in Sicilia, si è maggiormente sviluppato

Palermo, Siracusa, Trapani e Caltagirone

A Palermo e nel Siracusano, dove l’arte scultorea utilizzava spesso la cera d’api, si sviluppò fin dal 600, per poi continuare nel ‘700.

L’arte di realizzare i pastori del presepe con questo materiale duttile ma delicato, si andò consolidando, fino ad arrivare a livelli altissimi, con il maggior esponente del tempo nel palermitano Giulio Gaetano Zumbo e poi, Giovanni Roselli.

Poi due donne, Anna Fortino e Anna La Farina e poi, Giacomo Serpotta i cui “bambinelli” sono arricchiti anche di materiali nobili, come l’oro e l’argento.

Nell’800 la moda del tempo impose anche nel presepe di realizzare le statuine non solo con oro e argenti ma anche con marmi, vetro e lustrini colorati, spesso contenuti in teche preziose.

Tipici sono quelli conservati nell’eremo di San Corrado e del palazzo vescovile di Noto nel siracusano.

A Trapani invece i presepi sono realizzati con quello che la natura offriva allora in abbondanza, il corallo, da solo, o in epoca rinascimentale anche con madreperla, osso e alabastro e conchiglie .

Bellissimi presepi di questo genere sono conservati ai musei  Pepoli di Trapani e di Cordici di Erice

Il presepe siciliano di Caltagirone

Infine Caltagirone, come non ricordare la capitale della terracotta siciliana? Ebbene si, a Caltagirone i presepi sono realizzati di argilla.

Già nel 500 abbiamo statuine di pregio ma è dal 700 e poi soprattutto nel 800 che  con i fratelli Bongiovanni che si ha la produzione più bella e maestosa.

Nelle altre zone della Sicilia naturalmente l’arte del presepe non si limitò, anche se le maggiori realizzazioni bisogna ricordarlo si hanno in queste quattro città, si usò soprattutto l’arte delle statue da altare.

Una tecnica mista questa, con legno, stoffa e colla che rendeva il tutto più rigido e stabile, tra i maggiori artisti di questa tecnica si ricorda Salvatore Matera e il Nolfo, il Ciotta, e la famiglia Pisciotta

Cosa fare in Sicilia vi consiglia una visita ai presepi di Bronte, 200 presepi dal mondo, aperti al pubblico da novembre a gennaio.

Per info clicca qui: Evento Ufficiale