La Pasqua in Sicilia

La Pasqua in Sicilia

I paesi da visitare durante la settimana santa

La Pasqua per i cattolici cristiani è forse insieme al Natale la ricorrenza più importante del calendario liturgico.

Spesso legata anche a riti folcloristici e pagani le manifestazioni e gli usi per ricordare la Pasqua in Sicilia sono molteplici e variegati, tra quelli più legati ai riti religiosi veri propri.

Molte feste cittadine uniscono momenti salienti della Passione, Morte e Resurrezione di Gesu’ Cristo alla ritualità’ popolare le cui origini affondano in tempi antichissimi, le forme espressive a volte teatrali e drammatiche che spesso si presentano in maniera articolata e complessa e simboli di rinnovamento. 

Quello che colpisce principalmente delle feste pasquali siciliane e’ l’attiva partecipazione popolare che si manifesta non solo nei classici cortei e pellegrinaggi, ma anche nell’alternanza dei sentimenti tristi del lutto per la morte del Redentore e quelli allegri e festosi per la Sua Resurrezione.

La Pasqua in Sicilia normalmente inizia la Domenica delle Palme per poi concludersi non con la domenica di Resurrezione, o con il Lunedì dell’Angelo ma con la prima domenica dopo Pasqua chiamata in passato in albis e adesso della Misericordia, ricorrenza istituita dal santo papa Giovanni Paolo II.

La Sicilia come regione è totalmente coinvolta, infatti non esiste provincia dell’isola che non abbia le sue tradizioni, riti e manifestazioni legate alla Pasqua.

Quali sono le città siciliane in cui andare per la settimana Santa?

Scicli nel ragusano, con i suoi eventi legati alla settimana santa, primo tra tutti durante le Palme si festeggia S. Maria della Pietà. Il simulacro che la simboleggia ha una storia quasi leggendaria: pare che agli inizi dell’anno Mille la statua ritrovata nella piccola chiesa di S. Maria della Cava fosse già era venerata sin dai primi anni di diffusione del Cristianesimo, ma ben presto dimenticata quando intorno il 700 arrivarono i Saraceni nell’isola.

I Cristiani, per sottrarla dalle mani mussulmane, la nascosero; dopo quindi si iniziò la costruzione della Chiesa S. Maria la Nova, ad essa furono affiancate le statue delle pie donne e Cristo morto.

E poi Trapani, Caltanissetta famose per le loro processioni particolarissime.

A San Fratello nei Nebrodi messinesi, si ha un altro esempio di questa particolare unione tra sacro e profano. Il dolore per la perdita del Cristo è mischiata al carnevale.
Contadini e pastori si travestono da “giudei” con delle giubbe rosse e gialle impreziosite con motivi floreali e ricami e da un cappuccio rosso che ricopre la testa.

Tali costumi ricordano in parte quelli dei soldati romani che flagellarono Gesù e sono di proprietà delle famiglie del posto e sono tramandate da padre in figlio.

Questi strani “giudei” ripercorrono le vie della città con trombe, catene minacciose e campanacci in modo allegro con il chiaro intento di distogliere l’attenzione popolare dal dolore per la morte di Gesù Cristo.

E poi anche a Barcellona Pozzo di Gotto, Caltagirone, Ragusa Ibla, Chiaramonte Gulfi con i suoi devoti vestiti con i tradizionali sai bianchi.

Piana degli Albanesi, ma di questo vi parlerò in un’altro articolo, seguiteci, perchè scoprirete tante altre curiosità e buone indicazioni per andare a visitare le più belle manifestazioni legate alla Pasqua della Sicilia.

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